Come usare l’aerosol per le malattie respiratorie

08/20/2024 12:00 am

Aerosolterapia per le malattie invernali

Con l’arrivo delle stagioni fredde, raffreddori, bronchiti e sinusiti diventano sempre più comuni.

L’aerosolterapia è una delle soluzioni più efficaci per prevenire e curare queste malattie invernali, aiuta a liberare le vie respiratorie e riduce i sintomi fastidiosi.

Tuttavia non è così banale fare un aerosol, e infarmacia quasi sempre dobbiamo correggere errori anche gravi nell’uso e demolire falsi miti e cattive abitudini.

In questo articolo forniamo una panoramica approfondita sull’aerosolterapia e sulle tipologie di dispositivi disponibili, insieme a consigli pratici per un utilizzo corretto e sicuro, in modo da massimizzare i benefici della terapia.

Vantaggi dell’aerosolterapia

Prima di tutto vediamo perché l’aerosolterapia è così importante per le malattie respiratorie.

Ti può sembrare più pratico e veloce utilizzare uno sciroppo o bustine per il catarro invece di fare dieci o più minuti di aerosol, e inoltre fare le inalazioni ai bambini piccoli spesso diventa una lotta.

In realtà con l’aerosolterapia porti il farmaco direttamente nell’albero respiratorio, con questi benefici importanti:

  • Azione mirata e localizzata: l’aerosol permette di ottenere alte concentrazioni di farmaco solo nelle vie aeree, dove realmente serve.
  • Riduzione degli effetti collaterali: la somministrazione localizzata del farmaco riduce gli effetti collaterali sistemici, cosa particolarmente importante per i pazienti pediatrici o anziani.
  • Effetto rapido: l’inalazione consente una risposta terapeutica più veloce, in quanto il farmaco viene assorbito rapidamente dalle mucose delle vie respiratorie.
  • Minore dosaggio necessario: le dosi possono essere ridotte rispetto alla somministrazione sistemica (cioè usando sciroppi, compresse o buste), mantenendo comunque l’efficacia terapeutica.

 

Tuttavia come ho già detto non è così banale fare una buona terapia inalatoria, perché si usano a volte metodi sbagliati o si pensa che solo l’aerosol classico serva.

In realtà si devono usare metodi e apparecchi diversi a seconda che tu abbia un  problema “alto”, cioè a naso e gola, o “basso” con catarro profondo e infiammazione di bronchi e polmoni.

Differenza tra vie aeree superiori e inferiori

Per comprendere meglio l’uso di aerosol e docce nasali, è utile chiarire la differenza tra vie aeree superiori e inferiori.

Le vie aeree superiori includono il naso, la faringe e la laringe, e d’inverno sono soggette a sinusiti, mal di gola (faringiti o laringiti), tosse secca da mal di gola o rinogena, dovuta cioé al passaggio di muco dal naso alla gola che si irrita.

In questi casi l’uso dell’aerosol è in genere poco utile, in quanto il farmaco viene nebulizzato dall’ampolla in particelle molto fini che non si depositano nelle vie aeree superiori.

Se il problema è la congestione nasale, accompagnata da fastidio in gola, è molto efficace un accessorio di cui parleremo tra poco, la doccia nasale, mentre per le faringiti acute (mal di gola) sono efficaci le inalazioni caldo-umide.

Si tratta del vecchio sistema dei vapori caldi con essenze balsamiche o prodotti specifici, che fludifica le secrezioni e idrata le mucose infiammate.

Le vie aeree inferiori, invece, comprendono la trachea, i bronchi e i polmoni.

Le patologie che colpiscono queste aree, come le tossi produttive con catarro ma anche asma e BPCO, richiedono una somministrazione più profonda del farmaco.

Qui l’aerosol permette al farmaco di raggiungere le vie respiratorie inferiori con un’azione mirata per migliorare la respirazione.

Quello che ti devi ricordare quindi è che se il tuo problema è “alto”, cioè a livello di naso o gola, dovrai usare la doccia nasale o i vapori caldo-umidi e non l’aerosol con mascherina, che invece è la scelta giusta per le forma infiammatorie e catarrali “basse” di bronchi e polmoni.

E se vuoi più informazioni sui vari apparecchi per la cura delle vie respiratorie ne abbiamo parlaro QUI.

Aerosol e docce nasali: cosa avere a casa

L’apparecchio noto a tutti è l’aerosol “classico”, in pratica un piccolo compressore elettrico che genera un flusso d’aria che, attraverso l’ampolla, trasforma il farmaco liquido in una nebbia fine e respirabile.

Ci sono due tipi principali di aerosol, con caratteristiche diverse: quelli classici pneumatici, un po’ ingombranti e rumorosi, e i recenti e piccolissimi aerosol “mesh”.

Non più utilizzati, anche per alcune importanti limitazioni tecniche, i tipi a ultrasuoni.