Mal di gola, raffreddore, tosse: si possono prevenire?

02/03/2025 12:00 am

Mal di gola, rinosinusite, tosse: si possono prevenire?

Con l’inverno due fattori portano a un’impennata delle forme da raffreddamento: il cambio di temperatura e la fequentazione di bambini e ragazzi a scuola che possono diffondere in famiglia virus e batteri trasmessi a loro dai compagni.

Le malattie dei bambini, che spesso si ripetono più volte, sono difficili da gestire: loro perdono scuola, i genitori devono curarli senza andare al lavoro, mentre i nonni rischiano di essere contagiati se li tengono con loro; negli adulti invece mal di gola frequenti e sinusiti sono forme ricorrenti molto comuni.

Per questo sarebbe davvero importante prevenire rinosinusite, mal di gola, tosse, anche per evitare l’uso spesso eccessivo degli antibiotici.

In questo articolo ti spieghiamo come si possono prevenire (o almeno ridurre la frequenza) le infezioni respiratorie ricorrenti (IRR) partendo da una cosa apparentemente banale: una pulizia profonda e completa delle fosse nasali e del rinofaringe, seguita da un uso preciso e attento della doccia nasale.

Un metodo semplice ma efficace, una buona abitudine per tutti che dovrebbe diventare un gesto quotidiano come lavarsi i denti.

Cosa sono le infezioni respiratorie ricorrenti?

Il nome dice già tutto, ma si tratta di episodi di faringite, faringotonsillite, tracheite, bronchite, rinosinusite, tosse, otite e anche polmoniti che si ripetono più volte, spesso accompagnate da febbre più o meno alta.

Si parla di Infezioni Respiratorie Ricorrenti (IRR) quando, in bambini sotto i sei anni, si hanno almeno cinque/sei episodi all’anno, comprese forme polmonari (polmoniti non gravi).

In generale dopo i sei anni la frequenza diminuisce spontaneamente, ma in alcuni casi oltre i tre episodi siamo ancora con un ragazzo sensibile alle IRR.

La maggior parte di queste, in genere circa due volte su tre, sono causate da virus come rhinovirus, virus parainfluenzali e virus respiratorio sinciziale, ed è bene ricordare che queste forme virali non devono essere curate con antibiotici.

Oltre ad essere inutile contro i virus l’antibiotico uccide buona parte della flora batterica intestinale e orale (il microbiota) che ha un’importante ruolo anche di difesa.

Nei casi restanti, comunque una volta su tre circa, sono i batteri a far partire l’infezione, e in particolare: streptococco beta emolitico gruppo A, pneumococco e Haemophilus influenzae, e in alcuni casi l’infezione parte come virale ma poi si aggiunge una sovrainfezione batterica, per cui coesistono le due forme.

I sintomi sono noti a tutti: febbre più o meno alta e con persistenza variabile, naso congestionato e infiammato, mal di gola, tosse secca (se di gola e detta anche rinogena) o grassa se l’infezione scende alle basse vie aeree (bronchi e polmoni), otite, respiro difficoltoso e sibilante, linfonodi gonfi.

Non parleremo qui dei rimedi: antifebbrili, disinfettanti della gola, prodotti contro tosse e muco sono più o meno noti a tutti, anche se l’uso non è poi così banale.

Ma qui quello che c’interessa è capire se possiamo intervenire prima che scoppi l’infezione.

Tutto parte dal naso

Ormai è accertato che molte infezioni partono da un’iniziale infiammazione virale o batterica del naso.

Il naso è collegato al retrobocca (insieme formano il rinofaringe) e anche all’orecchio tramite le tube di Eustachio; in questa zona c’è anche

Immagine grafica del collegamento naso-bocca o rinofaringe
Il muco nasale può passare nel retrobocca e causare faringite acuta

un gruppo di tonsille che hanno un’azione protettiva e difensiva, tra cui le “famose” adenoidi, un tempo ritenute responsabili delle infezioni e spesso rimosse.

In realtà il vero nemico è la presenza di muco in eccesso e il suo ristagno, che costituisce un ambiente ideale per la replicazione di virus e batteri.

Schematicamente, accade questo:

  • Un virus o un batterio penetrano nel naso, lo infiammano e si forma un eccesso di muco, con naso intasato e che cola (rinorrea).
  • Nel muco fermo batteri e virus si moltiplicano.
  • Attraverso il retrobocca il muco infetto “gocciola” in gola, infettandola (fenomeno chiamato “post nasal drip”, o gocciolamento retronasale) e provoca tosse “alta” e secca, detta anche rinogena perché l’origine parte dal naso.
  • Il muco infetto può arrivare attraverso le tube di Eustachio all’orecchio causando un’otite media.
  • Si può avere il passaggio dell’infezione ai polmoni, che provoca tosse “bassa” e catarrosa.

 

C’è un altro fenomeno importante che può causare le infezioni ricorrenti: molto spesso i batteri nel naso si organizzano in colonie (chiamate biofilm batterici) che sono molto resistenti anche all’azione degli antibiotici.

Con queste premesse le mosse giuste sono prima di tutto rimuovere il muco, poi fare una pulizia profonda e successivamente, se indicato dal medico, utilizzare dei farmaci per via inalatoria (aerosol) per curare.

Ecco come si fa.

Prima mossa: rimuovere il tappo di muco

La parte iniziale del naso deve essere liberata per prima, perché qui si forma un tappo di muco facilitato anche dalla presenza di alcune parti del naso, i turbinati, che si gonfiano per l’infiammmazione e ostacolano la respirazione e l’espulsione del catarro.

I metodi più usati sono la soluzione fisiologica spuzzata con una siringa senza ago o le bombolette di acqua marina spray.

– Lavaggio con siringa e soluzione fisologica

E’ un metodo economico e abbastanza efficace, ma che ha il difetto di non andare molto all’interno; il getto che esce dalla siringa infatti non riesce a penetrare molto a fondo, anche per la presenza dei turbinati che sono posti trasversalmente al condotto nasale.

È comunque utile per rimuovere una parte iniziale del tappo.

– Bombolette spray di acqua di mare/fisiologica

Grazie al particolare foro di uscita la soluzione fisiologica viene nebulizzata, cioè ridotto a un getto di piccole goccioline che riescono ad andare più in là e a fondo nel naso; è un metodo più costoso ma ottimo per una pulizia più profonda.

Non si raggiungono comunque le zone più interne del rinofaringe, per cui come vedremo serve la doccia nasale.

In questa fase iniziale di pulizia è sempre meglio usare solo la soluzione fisiologica e non quella ipertonica, che va usata se necessario dopo un’accurata prima pulizia con la fisiologica.